LINO: quanto la natura è High Tech.

Il lino è una fibra totalmente naturale, ma le sue qualità hanno molto in comune con i più recenti materiali tecnici, al punto che potrebbe essere descritta come naturalmente high tech. Il lino è un must per gli indumenti estivi per diversi motivi: la fibra stessa ha una microstruttura che favorisce la conduzione termica e quindi la dissipazione del calore corporeo a favore della freschezza. Inoltre il lino è un tessuto certamente più resistente di qualsiasi seta o cotone.

LINO: ecologico per natura.

Il lino è più resistente di altri tessuti grazie alla lunghezza delle fibre e, se trattato correttamente, può non solo resistere per decenni ma anche migliorare nel tempo perché la mano inizialmente rigida diminuisce gradualmente. È esente da problemi di elettricità statica e pilling, è ipoallergenico, riciclabile e biodegradabile. La sua coltivazione è di gran lunga assai più ecocompatibile del cotone.

LINO: una storia lunga quanto l’uomo.

Il lino viene prodotto dalla pianta di lino (Linum usitatissimum), il cui gambo è arrotolato per separare le fibre che vengono filate e ordinate in diverse qualità di filato per regolarità finezza e pesantezza. E’ stata la prima fibra utilizzata dall'uomo per tessuti facendo la sua apparizione prima nelle civiltà mediterranee e, in seguito, nei paesi dell’Europa settentrionale. Un copricapo di lino risalente al Neolitico, datato intorno al 6500 a.C. e proveniente dalla grotta di Nahal Hemar in Israele, è uno dei manufatti esistenti più antichi al mondo; mentre una camicia di lino esposta al Museo Petrie di Archeologia Egiziana della University College di Londra, realizzata nel 3000 a.C. è stata decretata come l’indumento tessuto più antico del mondo. Durante i secoli dell’Antico Impero Romano, gli europei erano soliti indossare, sotto le loro vesti di lana, delle tuniche di lino. Per questo motivo la parola il ‘lino’ venne associato alla biancheria intima. Infatti il termine Francese “lingerie” deriva dalla parola francese lino, “lingin”. È solo nel XVIII secolo che il lino inizia a lasciare spazio al cotone fibra che risulta più economica soprattutto grazie all'introduzione di macchine per la filatura e per via delle grandi quantità di cotone disponibili provenienti dal Nord America. Il lino diviene, inevitabilmente, circoscritto a utilizzi reali e di corte, comunque riconducibili ad un utilizzo limitato e lussuoso. La Normandia e il Belgio erano e sono generalmente considerati i luoghi privilegiati per la coltivazione del lino, mentre le migliori tessiture e filature erano e sono in Italia.

Il lino è per il sarto ciò che il marmo è per lo scultore: la materia più nobile da lavorare.

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